Ricerca scientifica FSA

Logo FsaUn team di fisiologi e di neuro-psicologi ha condotto test sugli skyrunners sin dal 1992 rendendo questi atleti forse i più studiati in ogni campo. I risultati delle ricerche, pubblicati su riviste scientifiche internazionali sono anche stati oggetto di diversi congressi.

Maggiori informazioni nel paragrafo: "Convegno FSA - Sport e scienza fra le nuvole".

Sonno e prestazione ad alta quota
Un gruppo di ricercatori FSA sta lavorando su una delle più importanti ricerche scientifiche condotte in alta quota. (vedi..)
Il programma di questa ricerca ha come obiettivi la conferma e l'approfondimento dei dati rilevati in Tibet nel '98 e lo studio delle alterazioni del ciclo sonno-veglia. (vedi..)

Passo dopo passo via satellite
Alcuni degli ultimi studi sugli skyrunners sono stati condotti con l'ausilio di un apparecchio GPS (Global Positioning System) per poter disegnare con precisione il percorso di gara e valutare la prestazione degli atleti. Dati preziosissimi per atleti, organizzatori di gara e applicabili anche a percorsi per escursionisti ed alpinisti.
L'iniziativa è stata condotta in collaborazione con Leica Geosystems, i produttori dello strumento.
Il sistema è in grado di registrare la posizione lineare e verticale dell'atleta con precisione centimetrica e permette di ricostruire la velocità lineare e verticale della performance dell'atleta: per ogni secondo di gara il sistema è in grado di registrare la posizione dell'atleta fino a 10 volte.
La ricerca è condotta in collaborazione con le Università di Ginevra e di Manchester.

Convegno FSA - sport e scienza tra le nuvole
Nuove scoperte, test, teorie e il risultato di sette anni di studi ad alta quota sono stati presentati in un convegno indirizzato ai media.
Il convegno ha avuto luogo il 18 febbraio 2000 a Saint Vincent in Valle d'Aosta; condotto, con l'ausilio di diapositive e filmati, dal Presidente della FSA, Marino Giacometti, e dal Dottor Giulio Sergio Roi, Direttore Medico della FSA.
L'affascinante teoria di una "pillola" per l'alta quota e la conseguente possibilità di vivere una vita normale anche ad altitudini elevate sono state le ipotesi emerse dai vari studi oggetto dell'incontro.
Tra i diversi argomenti presi in esame nel corso del convegno:

I numeri della ricerca FSA
• 23 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali
• 20 congressi
• 28 ricercatori coinvolti
• 8 gruppi di ricerca
• 5 nazioni hanno partecipato alle attività di ricerca (USA, GER, GBR, ITA, SUI)
• 156 atleti studiati

Alcuni degli argomenti oggetto di studio
• correre in alta quota fa male?
• c'è un maggiore stress psicofisico?
• c'è il rischio di danni all'apparato locomotore?
• si sono evidenziati danni cerebrali o cardiaci ?
• quale è il limite della prestazione umana ad alta quota ?

Alcuni dati sulle prestazioni
La velocità media rispetto al livello del mare si riduce al 72% a 4.200m e al 62% a 5.200m
• il record di velocità in salita nel Vertical Kilometer è di 1.657 m/h
• il record di velocità in discesa nella SkyMarathon è di 3.410 m/h
• il record di velocità in salita nella SkyMarathon è di 1.248 m/h

Alcuni dati neurofisiologici
• Non sono stati riscontrati segni di alterazioni patologiche permanenti negli EEG eseguiti sugli skyrunners in alta quota.
• L'attività elettrocorticale registrata dopo 32-38 ore di intensa esposizione ipobarica-ipossica (acclimatazione acuta) ad un'altitudine di 3680m, comparata al livello del mare, ha mostrato un significativo abbassamento temporaneo delle frequenze alte delle attività elettrocorticali.
• Un aumento significativo delle frequenze alte dell'attività EEG è stata registrata dopo 145/153 ore di cronica esposizione ipobarica-ipossica (acclimatazione cronica) a circa 4000m, rispetto al livello del mare
• L'analisi spettrale dell'EEG dopo la maratona a 4300m, dopo 145-153 ore di acclimatazione cronica intorno a 4300m, paragonata ai dati registrati prima della gara, ha mostrato un significativo aumento temporaneo della eccitabilità neuronale, probabilmente dovuta agli effetti della corsa, come era stato osservato al livello del mare.

Asserzioni varie
• Non sono stati registrati casi acuti di male di montagna (AMS)
• Prima dell'avvento dello skyrunning si credeva che l'allenamento a tali altitudini fosse impossibile
• 30.000 metri al mese di dislivello in salita costituiscono l'allenamento dei migliori skyrunners (circa quattro volte l'altezza dell'Everest)
• Teoricamente è possibile correre fino a 7000m
• I migliori skyrunners sono oggetto di studio unico nel suo genere e probabilmente sono in assoluto gli atleti più studiati
Le ricerche sono state condotte in collaborazione con:
American College of Sports Medicine; Casa di Cura S Maria, Castellanza; Centre Médical Universitaire, Ginevra; Istituto Scientifico H San Raffaele, Milano; Manchester Metropolitan University, Gran Bretagna; Università di Milano; Università di Padova; Università di Trieste; University of North Dakota, Stati Uniti.
Questi risultati unici, condotti dal Peak Performance Project, la divisione scientifica della FSA, costituiscono un'importante banca dati per future applicazioni

L'Universita' di Ginevra studia gli skyrunners
Studi innovativi sono stati condotti su alcuni skyrunners presso l'Università di Ginevra utilizzando uno speciale tapis roulant capace di raggiungere una inclinazione del 45%, uno strumento unico al mondo.
L'obiettivo degli studi era stabilire i livelli massimi di prestazione ed i costi energetici in salita e discesa

http://www.federationservice.com/

ALTRE RICERCHE

La preparazione ed allenamento dello Skyrunner

Studio - Come respirano gli skyrunners

 

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